Last Resort – Recensione

Io e le serie TV cancellate prematuramente viviamo sempre storie d’amore tormentate e appassionanti. Last Resort, drama del network ABC la cui messa in onda è cominciata il 27 settembre 2012 e si è conclusa il 24 gennaio 2013, ne è l’ultima sfortunata prova.

Come sempre, quando ci si trova davanti ad un telefilm cancellato, viene da chiedersi le solite cose: a cosa è imputabile la cancellazione? La serie merita di essere vista anche così, troncata sul nascere?

Cerchiamo di rispondere nel dettaglio a queste ed altre domande.

Cominciamo dicendo che se sottomarini da guerra, missili nucleari e intrighi politici non fanno al caso vostro, allora è meglio che rinunciate adesso: sin dal pilot, infatti, Last Resort si presenta come una serie che fa delle complicate trame politiche uno dei suoi punti di forza.

La storia segue le vicende di un sottomarino militare americano, l’USS Colorado, al cui comandante Marcus Chaplin (Andre Braugher), poco dopo aver recuperato un gruppo di SEAL impegnati in un’operazione top secret dalle tinte fosche, viene dato l’ordine di far fuoco sul Pakistan con uno dei missili nucleari a bordo. Le spiegazioni di tale gesto scarseggiano, e per di più la comunicazione arriva tramite un canale secondario e porta con sé la notizia di un cambio ai vertici di potere negli USA di cui nessuna televisione parla; così prima Chaplin, e poi il suo vice Sam Kendal (Scott Speedman, che in molti ricordano come il Ben di Felicity) si rifiutano di eseguire l’ordine. A quel punto, il passo per diventare bersagli a loro volta è breve, e presto il Colorado si ritrova ad essere attaccato da un sottomarino alleato: a stento, e non senza subire perdite, l’equipaggio riesce a salvarsi con un’immersione di fortuna e decide di sbarcare sulla vicina e fittizia isola di Sainte Marina (in real life, la stessa usata per le riprese di Lost).

Chaplin e compagni occupano la stazione NATO dell’isola e, usando come leva sul governo USA, intenzionato a farli fuori, i missili nucleari di cui il Colorado è munito, stabilisce un perimetro di isolamento di 200 miglia attorno a Sainte Marina – con tanto di missile sganciato pericolosamente vicino a Washington a mo’ di chiaro avvertimento.

Queste sono le premesse ridotte all’osso, dalle quali la trama si sviluppa su più fronti.

Tanto per cominciare, non tutti, a bordo del Colorado, sono d’accordo con le idee di Chaplin: sin da subito, un nutrito gruppo di marinai si schiera al fianco del Capo di Bordo, Joseph Prosser (Robert Patrick), convinto che il Capitano abbia sbagliato a non eseguire gli ordini e creandogli più di un problema. Poi abbiamo gli abitanti dell’isola, che mostrano diverse reazioni all’arrivo degli “invasori” e di certo non tutte felici; se Sophie Girard (Camille de Pazzis), francese a capo della stazione NATO, si mostra reticente ma collaborativa, lo stesso non si può dire per il sindaco Julian Serrat (Sahr Ngaujah), sempre pronto a sabotare e ostacolare gli americani.

Ma la storia non coinvolge solo Sainte Marina, ma anche quanti negli USA sono toccati dalle vicende del Colorado: Christine Kendal (Jessy Schram), per esempio, la moglie di Sam che d’improvviso si trova interrogata e controllata dal governo; o Kylie Sinclair (Autumn Reeser), ricca industriale che ha progettato la tecnologia del sottomarino ed è disposta a tutto per vederci chiaro.

Lo show, quindi, ha il pregio di presentarci la situazione vista da vari punti di vista, senza di fare di tutta l’erba un fascio. Scadere nel patriottismo becero e negli stereotipi, trattando queste tematiche, sarebbe stato quanto mai facile, eppure Last Resort riesce a costruire e sviluppare personalità credibili. E’ sorprendente, se si tiene conto della vastità del cast e del poco tempo a disposizione per approfondire le singole storyline; e invece ci troviamo di fronte a uno show dove anche i personaggi ricorrenti (dagli altri membri dell’equipaggio come Brennan e Cortez fino all’agente CIA Booth e al diplomatico cinese Zheng) non mancano di spessore e carisma.

Cast e personaggi nel dettaglio:

  • Marcus Chaplin, interpretato da Andre Braugher. E’ il comandante del Colorado, sin dall’inizio ambiguo nei suoi intenti e nelle sue motivazioni. Sta agendo per il bene dell’equipaggio oppure cova risentimento nei confronti del suo Paese, forse anche a causa della recente morte del figlio in Afghanistan? E’ un comandante dai solidi valori o un uomo disperato e pericoloso? Allo spettatore il compito, non sempre facile, di trarre le sue conclusioni.
  • Sam Kendal, interpretato da Scott Speedman. E’ l’XO, grande amico di Chaplin ma non sempre d’accordo con lui. Spesso i due ricoprono posizioni differenti: se Marcus insiste sulla necessità di tornare in patria solo alle loro condizioni, la più importante delle quali è un processo pubblico, Sam ha una moglie da riabbracciare ed è più propenso a scendere a patti.
  • Grace Shepard, interpretata dall’australiana Daisy Betts. Tenente a bordo del Colorado, non viene vista di buon occhio dal COB e dai suoi adepti, e deve lottare duro per sconfiggere il maschilismo degli ambienti militari.
  • Joseph Prosser, intepretato da Robert Patrick aka Terminator. E’ il COB, maschilista, guerrafondaio e indubbiamente il personaggio con le battute migliori di tutta la serie. Più di una volta si mette contro Chaplin, ma il suo fine è sempre e solo quello di tornare a casa.
  • James King, interpretato da un altro australiano molto bravo ad emulare l’accento americano, Daniel Lissing. E’ uno dei SEAL recuperati all’inizio della serie, e sa molto di più di quanto non dica sulle ragioni dell’attacco al Pakistan. I sensi di colpa lo tengono alla larga dal Colorado per un po’ in favore del bar dell’isola.
  • Tani Tumrenjack, interpretata da Dichen Lachman (Sierra/Priya in Dollhouse, un’altra serie cancellata di cui mi sentirete parlare presto). E’ la barista dell’isola, nonché interesse amoroso di James, nonché una delle poche isolane a non considerare Sainte Marina tanto un paradiso incontaminato, quanto piuttosto una realtà con pregi e difetti.
  • Sophie Girard, interpretata dalla francese Camille de Pazzis. E’ un membro della NATO, ama l’isola e cerca spesso di mediare tra indigeni e marinai. Sviluppa presto un interesse particolare per Sam, e tra i due non mancano i momenti di tensione.
  • Julian Serrat, interpretato da Sahr Ngaujah. Il sindaco dell’isola, la cui amministrazione comprende loschi affari come rapimenti, spaccio di droga, traffici clandestini… Qualsiasi cosa, insomma, pur di togliersi dalle scatole Chaplin e soci.
  • Christine Kendal, interpretata da Jessy Schram (Cinderella in Once Upon A Time, vistasi anche in Veronica Mars e Falling Skyes). E’ la moglie di Sam, la cui vita viene sconvolta a pari di quella del marito. Nonostante le apparenze, è una donna con le palle, e ve lo dimostrerà in più di un’occasione.
  • Kylie Sinclair, intepretata da Autumn Reeser, che qualcuno ricorderà come Taylor in The O.C. E’ una cinica fabbricante d’armi interessata solo al denaro, almeno all’inizio: senza fare spoiler, è uno dei personaggi che più evolveranno nel corso della serie.

Il cast è vasto e le possibilità di interazione non mancano: il bello è che ne vengono esplorate tante. Accanto a missili nucleari, spie, doppiogiochisti e trattative sul filo del rasoio, Last Resort riesce anche a costruire storie d’amore e d’amicizia profonde, talvolta inaspettate.

Certo, questo è uno show che ad ogni episodio propone un nuovo colpo di scena, tenendo lo spettatore con il fiato sospeso, ma il cardine sono proprio i personaggi e la fitta rete di relazioni che intercorrono tra di loro.

Grazie anche ad un cast formidabile, Last Resort mostra sin da subito la rara facoltà di saper raccontare tanto dei propri personaggi anche se, per esigenza di trama, hanno spesso cinque minuti di screentime complessivo in tutta la puntata.

Quindi, se Last Resort può fregiarsi di tanti pregi, per quale motivo è sopraggiunta la cancellazione tanto presto?

La risposta è banalissima: gli ascolti. Non sempre qualità e popolarità vanno a braccetto, e lo show si è trovato sin da subito ad occupare una posizione scomodissima nei palinsesti americani, quella del giovedì sera, contro un colosso come The Big Bang Theory. Sceneggiatori e cast hanno fatto del loro meglio, ma non è bastato.

I creatori dello show, comunque, sono stati avvisati della cancellazione prima che le riprese fossero concluse e perciò hanno fatto in tempo a modificare la sceneggiatura dell’episodio 13 per dare un finale alla serie.

In molti per questo hanno definito Last Resort come una miniserie molto godibile, definizione con la quale non mi sento di concordare: gli sceneggiatori avevano grandi piani per la serie, e contavano di avere almeno una stagione completa da 22 episodi per svilupparli. Le storyline in ballo erano tante, e concluderle nell’arco di un episodio non è stato un compito semplice: molti retroscena, in particolare quelli riguardanti i giochi di potere a Washington, restano spiegati solo per metà, mentre di alcuni archi narrativi la fine viene notevolmente accelerata.

Un vero peccato, perché a leggere alcune interviste fatte ai creatori dopo la messa in onda del finale, si capisce che le idee non mancavano. Resta quindi il rimpianto di non aver potuto vedere il pieno sviluppo di questa serie, che di certo avrebbe potuto essere godibilissima per un’altra decina di episodi, se non per addirittura una seconda stagione.

A conti fatti, la visione di Last Resort è consigliatissima nonostante la cancellazione. Per tutti quelli che dicono “Volevo iniziare a vederlo, ma poi l’hanno cancellato”, rispondo: guardatelo comunque, ne vale la pena. Vi appassionerete e vi mangerete le mani per la fine prematura, ma il finale riuscirà comunque ad emozionarvi e commuovervi.

Mai come in questo caso si può dire che gli sceneggiatori hanno davvero fatto il massimo che era loro concesso per affrontare a testa alta una cancellazione del tutto immeritata. Gli ultimi cinque minuti dello show sono un concentrato di emozioni e guardarli senza lacrimare copiosamente sarà impossibile.

You’ve been warned.

 

– alister

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...