1q84 – Recensione

ImmagineImmagine

Devo ammettere di essermi avvicinata per la prima volta a questo libro per la somiglianza grafica del titolo con quello dell’arcinoto 1984 di George Orwell, al punto tale che in un primo momento ricordo di essermi proprio chiesta “Ma come, hanno fatto una nuova riedizione super lusso?”. Ho notato solo dopo che l’autore era invece Haruki Murakami, scrittore giapponese già famoso anche in Italia grazie a Tokyo Blues – Norwegian Wood. Ho iniziato a leggerlo senza informarmi ulteriormente sul contenuto, aspettandomi comunque che raccontasse di una distopia o di qualcosa di simile, ma ciò che viene narrato è diverso a tutti gli effetti.

I tre libri. 1q84 è un romanzo in tre parti, uscite come tre volumi distinti in madrepatria; ognuno è strettamente collegato all’altro, riprendendo a raccontare la vicenda nell’esatto momento in cui era stata interrotta alla fine del libro precedente. L’editore italiano, Einaudi, in barba all’edizione originale, ha fatto però una scelta molto intelligente per le tasche dei lettori: ha raccolto i primi due libri in un unico volume, chiamato 1q84 – Libro 1 e 2 (il terzo non era ancora uscito nemmeno in madrepatria), pubblicando dopo un anno 1q84 – Libro 3. Magari in molti avranno gridato allo scandalo per lo scempio dell’edizione, ma personalmente mi ritrovo a ringraziare la Einaudi per i 20 euro risparmiati, soprattutto perché nonostante tutto entrambi i volumi sono molto curati, con carta davvero bella e rilegatura solida. Il libro 1 si svolge tra aprile e giugno del 1984; il libro 2 tra luglio e settembre, il libro 3 tra ottobre e dicembre.

La trama in soldoni. Il racconto si snoda seguendo le vicende dei due protagonisti: Aomame e Tengo. Nei primi due libri gli avvenimenti sono narrati dai punti di vista alternati di questi personaggi; nel terzo libro se ne aggiunge un terzo: quello di Ushikawa, un investigatore privato incaricato di portare avanti delle indagini su Tengo.
Aomame è una donna elegante, lavora come istruttrice di fitness in palestra, effettua lezioni private a domicilio per coloro che non possono uscire di casa ed è una killer. Si ritrova infatti ad aver ucciso e ad uccidere, su commissione di una delle sue allieve, quegli uomini che si sono macchiati di delitti o violenze nei confronti delle donne, utilizzando uno strumento particolare che non lascia tracce e che fa sembrare che la morte sia sopravvenuta in maniera del tutto naturale.
Tengo è invece uno scrittore che fa l’insegnante per riuscire a mantenersi, non essendo mai riuscito a pubblicare un libro di successo, a cui viene proposto dal proprio editore di diventare un ghost writer e riscrivere il libro di una giovane ragazza, Fukaeri, intitolato La crisalide d’aria: un racconto apparentemente di fantasia, che narra di un popolo di creaturine (chiamate Little People) che vivono in un mondo magico con due lune.
I due personaggi sembrano non avere nulla in comune l’uno con l’altro, ma i loro destini sono legati: da bambini sono stati nella stessa classe durante le elementari e hanno un ricordo molto vivido l’uno dell’altra, che li spinge a cercarsi l’un l’altra pur essendosi persi di vita da molti anni, come se fosse il destino a guidarli.
La vicenda comincia con Aomame che, recandosi in taxi verso l’albergo in cui deve effettuare un omicidio, rimane bloccata nel traffico e decide di scendere a piedi la scala che la porta dalla tangenziale soprelevata alla strada urbana. Una volta arrivata lì scopre che alcuni dei propri ricordi – ricordi marginali, se vogliamo, legati alla cronaca o alla storia recente – sono leggermente diversi da quelli che vengono descritti nei quotidiani o nei giornali. Si convince così di essere finita, tramite la discesa dalla tangenziale, in un mondo diverso da quello in cui si trovava prima, o per meglio dire in un tempo parallelo: per distinguerlo dall’anno da cui proviene, il 1984, lo chiama 1q84. Le differenze, però, iniziano ad emergere presto: le persone sono le stesse, è vero, e si comportano come hanno sempre fatto… ma come spiegare quella seconda luna improvvisamente apparsa nel cielo notturno?
Le vicende di Aomame, Tengo e Fukaeri si ritrovano così a richiamarsi l’un l’altra, sotto lo spettro di una gigantesca organizzazione religiosa, la setta del Sakigake.

I bambini e il fanatismo. Uno dei temi centrali del libro è sicuramente quello del fanatismo, e non quello religioso in senso stretto (anche se a tutti gli effetti è il fanatismo religioso ad essere trattato maggiormente), quanto piuttosto qualsiasi cosa porti una persona all’ossessione, e all’impatto che questa ossessione può avere sui bambini. Da un lato abbiamo il Sakigake e le violenze compiute al suo interno; dall’altro – e strettamente legata alla setta – c’è la Società dei Testimoni, di cui fa parte anche la famiglia di Aomame, che da bambina veniva costretta al proselitismo; al terzo angolo c’è poi la devozione religiosa del padre di Tengo per la NHK, la società di trasmissioni televisive giapponese (come la nostra RAI, per intenderci), presso cui lavora come esattore del canone, e che costringeva a propria volta il Tengo bambino ad accompagnarlo nelle riscossioni casa per casa. Quale impatto può avere sulla crescita dei figli la devozione smisurata dei genitori verso una causa? Quale effetto può avere su ciò che saranno da grandi?

 Perché proprio 1q84? Il titolo, è vero, richiama a gran voce quello dell’opera di George Orwell. Pur essendoci alcuni parallelismi con il tema del Grande Fratello, 1q84 è qualcosa di radicalmente diverso: un omaggio, per alcuni versi, con la sua critica alla società segreta del Sakigake che viene descritta da uno dei personaggi come “un’utopia realizzata”, ma nel complesso il libro non è certo una distopia né un tentativo di emulazione.
La ragione di quella Q è semplice da spiegare: il titolo in giapponese si legge Ichi-Kyuu-Hachi-Yon (letteralmente “uno-nove-otto-quattro”), e la traslitterazione giapponese della lettera Q è “kyuu”, esattamente come quella del numero nove. La sostituzione è presto fatta, insomma, senza tener conto del fatto che pure graficamente l’impatto è immediato.

 L’attenzione ai particolari. Come già sicuramente saprà chi ha letto almeno uno dei libri di questo autore, Haruki Murakami ama inserire miriadi di particolari all’interno delle sue opere. Dettagli grafici, descrizioni curate ai limiti dell’ossessione, musiche, figure. La Sinfonietta di Janáček accompagna la discesa di Aomame lungo la scala della tangenziale e si ripete come tema costante lungo tutto lo svolgersi delle vicende, facendo da sottofondo musicale a tutta l’opera; allo stesso modo ritorna in modo costante anche l’immagine della crisalide d’aria descritta nel libro di Fukaeri, un oggetto così particolare che nemmeno chi lo ha visto è in grado di descrivere. Soprattutto in questo libro, però, sono i particolari la vera chiave di tutto: tra le mille descrizioni ce ne sono alcune di più importanti delle altre, che aiutano a capire quale sarà la conclusione delle vicende.

Il tema dell’amore, della separazione, della ricerca. 1q84 è essenzialmente una storia d’amore: il racconto di due persone che si cercano, rincorrendosi da un mondo all’altro, nella realtà e nell’immaginazione. La loro è una storia delicata, fatta di particolari e di ricordi; una storia d’amore adulta di due persone che sono state bambine davvero per poco tempo. Non vi dirò cosa succede tra questi due, perchè anticiparvi una cosa del genere sarebbe come svelarvi l’intero libro, e vista la sua bellezza sarebbe davvero uno spreco; vi garantirò solo che vi appesantirà e alleggerirà il cuore, come nella migliore tradizione di Murakami.

Per chi è questo libro? L’opera è evidentemente diretta – per l’abbondanza di argomenti pesanti e scomodi, per la descrizione cruda di alcune scene, per la tematica sessuale e tutto il resto – ad un pubblico maturo che sappia cogliere le sfumature di ciò che viene raccontato. Aomame e Tengo possono sembrare due protagonisti atipici, è vero, e altrettanto atipici sono anche Fukaeri e l’investigatore Ushikawa, ma tutti loro (e anche tutti i personaggi secondari che fanno da contorno) sono descritti con un’umanità sorprendente, pieni di pregi e difetti, e stimolano la mente del lettore ad andare avanti. Non serve che vi dica che Murakami è un autore di tutto rispetto, e che non si capisce fino alla fine dell’opera – il 31 dicembre 1q84, ovviamente – come farà a completare il racconto in modo sensato. Ma ci riesce, e in maniera sorprendentemente classica eppure innovativa, con un’immagine ricorrente e interpretabile secondo chiavi diverse: la conclusione perfetta per un romanzo che si basa sulle percezioni della realtà che cambiano a seconda dei punti di vista non solo dei personaggi, ma anche dei lettori.

 – Kuruccha

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...