Pretty Little Liars – Recensione

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Pretty Little Liars è una delle serie TV più in voga degli ultimi tempi. Tratta da una serie di libri di Sara Shepard e trasmessa sul canale ABC Family a partire dal 2010, è arrivata ormai alla quarta stagione, prevista per il prossimo giugno, ed è già stata confermata per la quinta. Inoltre è stato da poco annunciata la creazione di uno spin-off, Ravenswood, la cui trama è ancora avvolta nel mistero.

Mistero è appunto la parola chiave da usare per questa serie. Scopriamo insieme perché.

Pretty Little Liars ruota attorno a quattro adolescenti, Aria (Lucy Hale), Hanna (Ashley Benson), Emily (Shay Mitchell) e Spencer (Troian Bellisario), le cui vite si sono separate dopo la sparizione dell’amica Alison (Sasha Pieterse) durante una misteriosa notte d’estate. Un anno dopo, le quattro vengono riunite da due inquietanti avvenimenti: il ritrovamento del cadavere di Alison, sepolto nel suo giardino, e l’inizio di una vera e propria persecuzione ai danni delle ragazze da parte di un anonimo mittente che si firma -A. Questa fantomatica entità, che comincia a tormentare le ragazze con sms, minacce e altri tipi di messaggi minatori, si rivela presto a conoscenza di segreti che solo la defunta Alison conosceva, e non perde occasione di usarli contro le protagoniste.

Alla trama principale, che vede le nostre quattro ragazze cercare di sciogliere i molti misteri che si nascondono dietro al nome -A e alla morte di Alison, si accostano le vicende personali di ognuna di loro, alle prese con i tipici problemi della famiglia, come questioni di cuore, dubbi sulla propria sessualità, genitori che divorziano, etc etc.

Le premesse sono quelle di un Desperate Housewives in salsa teen che ricorda da vicino Veronica Mars (le defunte Alison Di Laurentis e Lily Caine condividono la stessa spregiudicatezza, oltre che la bionda chioma), eppure alla serie mancano i due elementi cardine di questi altri due telefilm culto: l’ironia delle casalinghe e l’arguzia da detective di Veronica.

La prima cosa di cui vi accorgerete, puntata dopo puntata, è che le Liars non sono affatto sveglie: si comportano in una maniera così scema che più di una volta vi troverete a urlare allo schermo quanto siano sceme, appunto.

La seconda cosa di cui vi accorgerete è che, per gli sceneggiatori di questo show, gli spettatori sono tanto scemi quanto le protagoniste.

Lo schema narrativo proposto e riproposto in tre stagioni suonate di serie è sempre lo stesso: aggiungere misteri su misteri, enigmi su enigmi, cadaveri su cadaveri, senza mai dare spiegazioni. E, quando infine arriva una qualche risposta, in realtà nessuno dei mille tasselli disseminati qua e là va al suo posto, e lo spettatore resta perplesso e amareggiato. Il tutto condito da un cast variegato di personaggi secondari che spariscono dal due al tre, per poi venire ripescati dal dimenticatoio quando serve un nuovo capro espiatorio su cui addossare i sospetti delle (sempre meno sveglie) Liars.

Tipica espressione intelligente delle Liars di fronte all'ennesimo tiro mancino di -A.

Tipica espressione intelligente delle Liars di fronte all’ennesimo tiro mancino di -A.

Eppure Pretty Little Liars non manca di momenti divertenti o scene cariche di pathos; il fanbase della serie è ampissimo, e sempre intento ad elaborare complicate teorie per spiegare come abbia fatto -A ad inserire quel messaggio nella scatola di cereali di questa Liars, o come sia riuscito a sostituirsi alla massaggiatrice di quell’altra Liars con tanta facilità (tutti fatti realmente avvenuti nella serie, credetemi). Peccato che gli sceneggiatori non siano altrettanto fantasiosi, né altrettanto attenti ai dettagli di cui infarciscono ogni puntata.

Dopo settantuno episodi, ancora non si è scoperto chi abbia ucciso Alison, né chi ci sia dietro alla maggior parte degli altri misteri di cui si compone la trama. Riprendendo il paragone di prima, in Desperate Housewives le circostanze del suicidio di Mary Alice si chiariscono entro la prima stagione, così come nella puntata 1×22 di Veronica Mars viene rivelata l’identità dell’assassinio di Lily; poi le due serie proseguono di stagione in stagione proponendo nuovi misteri, più o meno appassionanti, ma comunque risolti entro un numero ragionevole di episodi.

In Pretty Little Liars tutto questo non avviene, e, dopo tre stagioni di alti e bassi, lo spettatore davvero comincia a dubitare che gli autori abbiamo chiaro in mente l’andamento da far prendere alla serie.

A puntate di stallo, dove vengono sviscerate le storyline personali delle protagoniste, spesso piene di cliché fatti e finiti, ne seguono altre cariche di adrenalina, che purtroppo, però, si risolvono sempre in un nulla di fatto. Cadere nella tela di questo show e dei suoi mille misteri è facile, specie dopo le prime puntate, ma sulla lunga distanza la frustrazione prevale sulla curiosità.

Insomma, Pretty Little Liars non è una serie per chi pretende spiegazioni coerenti e risposte tempestive; è uno show che va guardato con una certa propensione al trash, altrimenti si rischia di finire a inveire contro la grande capa Marlene King e basta.

In fondo le premesse per diventare un ottimo prodotto, Pretty Little Liars le aveva tutte: ragazze carine, misteri, adrenalina, segreti… Gli ingredienti sono quelli giusti, ma la ricetta è tutta da cambiare. O forse no, visto che lo show ha comunque un gran successo, pur con le sue grosse lacune.

Una delle tante azzeccatissime combinazioni d'abiti sfoggiate da Aria nello show.

Una delle tante azzeccatissime combinazioni d’abiti sfoggiate da Aria nello show.

Non sconsiglio la visione di questa serie, solo vi invito a non aspettarvi troppo, o ne rimarrete delusi. Se invece prendete lo show per quello che è, vi divertirete un mondo a commentare l’onniscienza inspiegabile di -A, le svolte sempre più al limite del sovrannaturale della trama, nonché gli outfit improbabili della nostra Aria. Comunque, ci aspettano come minimo ancora due stagioni di Pretty Little Liars, quindi chissà che nel frattempo non salti fuori una spiegazione convincente per tutto; lo trovo improbabile, ma la speranza è l’ultima a morire.

– alister

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Informazioni su alister

Vorrei craftare come una protagonista di Atelier, vivere nel mondo della serie Trails, o almeno evocare un Persona dell’Empress arcana. Mi accontento di professare amore per tutte queste cose (e gli RPG in generale). Nel tempo che resta, studio lingue e coccolo gatti.

One thought on “Pretty Little Liars – Recensione

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